TETRAPAK

MATERIALE E TECNOLOGIA

Nel 1951 nacque l’azienda Tetrapak vera e propria e il primo prototipo
di materiale plastico omonimo venne presentato il 18 maggio da Rausing in persona.

Il primo contenitore avevano la forma di tetraedri (solidi a quattro facce) e da essi
è nato il nome dell’azienda.

Nella metà degli anni cinquanta, Tetra Pak iniziò attività congiunta di ricerca e sviluppo

con Ursina. Ursina era in grado di produrre latte sterilizzato
che aveva effettivamente lo stesso sapore e valore nutrizionale del latte fresco.

Nel 1961 Tetra Pak presenta un sistema capace di risparmiare energia nelle fasi di
immagazzinamento e di distribuzione, in grado di conservare il latte per parecchi
giorni senza refrigerazione.
Oltre al trattamento termico del latte (UHT), le confezioni hanno una pellicola
di alluminio che le preserva dall’aria e dalla luce.

I contenitori per bevande in Tetra Pack sono materiali “poliaccoppiati”,

cioè costituiti da più strati di materiali quali carta, polietilene e alluminio.
La loro composizione varia a seconda del tipo di contenitore, l’aseptic è
costituito da carta per il 75%, polietilene per il 20% e alluminio per il restante 5%.

La maggior parte dei cartoni per bevande usati sono riciclati in tutto il mondo
per produrre cartone per imballaggio ,carta per uso ufficio, e
anche ottima carta tissue (carta per tovaglioli, fazzoletti, etc.).

Ma vista la composizione multistrato del tetrapak (carta, plastica e alluminio)
c’è bisogno di particolari impianti per la gestione di questo rifiuto.

Così solo l’azienda si occupa del reciclaggio e dello smaltimento.

Per reciclare il Tetrapak i contenitori devono essere risciacquati e schiacciati
il più possibile, per ridurne l’ingombro.

CARATTERISTICHE :

– risparmio di energia nelle fasi di immagazzinamento e di distribuzione .

– facilità di apertura.

– impermeabilità e preservazione del prodotto dalla luce e dall aria.

– per il brand possibilità di stampe ampie del machio per un ottima visibilità.

– materiale resistente .

SVANTAGGI:

– limitato reciclaggio perche impianti specifici.

– contenitore usa e getta.

– rischio minimo che nel processo di produzione nel prodotto possa finire del inchiostro per la stampa.

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