Vestirsi riciclando: il Pile

 

Il pile fa parte delle fibre sintetiche, prodotte dall’uomo a partire dal petrolio ed ottenute con particolari procedimenti chimici di sintesi. Ha origini recenti: nel 1979 l’azienda americana Malden Mills brevetta la lavorazione a maglia grossa di una fibra continua di poliestere, seguita da una spazzolatura finale (in inglese fleece) che serve a creare l’aspetto soffice e a pelo raso. Il nome del brevetto è Polartecâ ma è conosciuto come Polar fleece o, soprattutto in Italia, come pile.  Nato per abbigliamento tecnico, da tempo è impiegato per ogni tipo di indumento e nei più vari settori del tessile.

Il riciclo della plastica può avvenire in tre modi diversi:

1- Riciclo eterogeneo.

La qualità della plastica riciclata è migliore se in partenza è tutta dello stesso tipo, ed è meno pregiata se prodotta da materiale eterogeneo, ma è altrettanto resistente. Dal riciclaggio di miscele di plastiche diverse (riciclo eterogeneo), infatti, si ottiene una plastica “mista” di notevole resistenza.

2- Riciclo chimico.

Consiste nel demolire la plastica (depolimerizzazione) per ottenere nuovamente il materiale di partenza (i “monomeri”), e da questi ripartire per produrre nuova plastica. E’ quello che più si avvicina al processo ecologicamente ideale che prevede la chiusura del cerchio e non produce rifiuti.

Come si puo’ realizzare questo riciclo?
Attualmente è possibile risolvere tutti i problemi tecnici relativi alla depolimerizzazione delle materie plastiche e al loro riutilizzo. Il vero problema è quello economico.

3- Riciclo meccanico.

Avete mai sentito dire che con 10 bottiglie di plastica riciclata si fa un maglione, con 10 flaconi una sedia e con 2 soli flaconi un freesbee? Ma come è possibile?

Bottiglie e maglioni in fibra sintetica (il cosiddetto “pile”) sono fatti dello stesso materiale, un polimero di nome PET (polietilentereftalato), che “lavorato” in maniera diversa è in grado di generare, appunto, una bottiglia oppure un maglione. Stiamo parlando di riciclo meccanico: ri-lavorando le bottiglie si ottiene il “fiocco”, una fibra sintetica che può essere tessuta e trasformata in un giubbotto di pile oppure in imbottiture per divani o sedili delle automobili. Con la stessa “ricetta” si ricava una panchina da giardino con solo 45 vaschette di plastica, o un albero di natale con 31 bottiglie.

image

Oltre al poliestere possono essere aggiunte altre fibre, come poliammide (macromolecole caratterizzate da gruppo ammidico CO-NH, da cui dipendono molte proprietà di questo tipo di composti), acrilico (fibre sintetiche prodotte a partire da acrilonitrile, monomero che costituisce almeno l’85% delle unità ripetitive nella catena polimerica) ed elastane (fibra sintetica di poliuretano molto utilizzata per elasticizzare i tessuti, dai consumatori più conosciuta come Lycra o Elaspan).

poliestere

Il pile non è propriamente un tessuto, lo si ottiene con una particolare lavorazione a maglia, che lo rende voluminoso e soffice. La Triturazione  è la  prima operazione prevista nel riciclaggio della plastica durante la quale i materiali vengono ridotti come dimensioni. Il materiale triturato viene poi immesso nella vasca di lavaggio e viene trascinato dalla corrente d’ acqua verso l’ uscita. La seconda fase è quella della Macinazione: il prodotto proveniente dall’ operazione di lavaggio, viene convogliato in un mulino macinatore che ha lo scopo di ridurre ulteriormente le dimensioni del materiale. Infine la terza fase che è quella dell’ Essiccamento: il macinato viene asciugato e successivamente trasformato in GRANULO. Attraverso il riciclo meccanico, si da vita alla fibra sopra citata che si trasformerà in questa nuova tipologia di tessuto.

Rispetto ai tessuti in lana presenta molte caratteristiche positive:

  • Molto caldo
  • Lavabile in lavatrice
  • Irrestringibile
  • Ingualcibile
  • Economico

       Impermeabile, Polartec NeoShell, il tessuto impermeabile più traspirante attualmente in commercio.  NeoShell offre una permeabilità reale all’aria (0,5 CFM o 2 l/m2/sec). Anche un livello minimo di permeabilità all’aria è in grado di accelerare in modo significativo il trasporto dell’umidità sottoforma di vapore ed è proprio su questo che Polartec ha lavorato: NeoShell, infatti, traspira attivamente, grazie a un’esclusiva membrana realizzata con fibre pari a un sub-micron, dotata di una permeabilità all’aria senza precedenti. 

V80480_2818_zion_jkt 0003POLARTEC NEOSHELL

Il grado di isolamento termico del pile è definito da un numero: polartec 100 per indumenti intimi o molto leggeri; polartec 200 è la fibra standard, con cui si producono la maggior parte dei capi in commercio; polartec 300 adatto alla realizzazione di capi tecnici per temperature molto basse.

Usato inizialmente per l’abbigliamento sportivo per la sua praticità si è velocemente diffuso in tutti i campi della moda.

http://www.ilgiornale.it/news/dallo-sport-alle-passerelle-dell-alta-moda.html

PICT0693 UNRATH & STRANO

Il tessuto pile si può lavare a 30 o 40°C. Si asciuga in fretta e non deve essere stirato. Il tessuto non va candeggiato e alcune marche consigliano di non usare ammorbidenti, perché sfibrerebbero il tessuto.

Pile-Solok-Eco-Aigle

Utilizzato sempre più in tutti i settori dell’abbigliamento, sia allo stato “puro” che con altre fibre, il poliestere è molto elastico e non si stropiccia facilmente: le eventuali pieghe che si formano durante l’uso scompaiono da sole in poco tempo. Inoltre, non assorbe l’acqua: in un ambiente con l’85% di umidità, ne assorbe solo l’1%. Sotto il nome di “pile” il poliestere, ottenuto da plastica riciclata entra nella composizione di maglioni, tute sportive, pellicce ecologiche o imbottiture di giacconi. Le moderne tecnologie di riciclo consentono di trasformare in fibra poliestere di qualità le comuni bottiglie in PET dell’acqua minerale. Comprare un “pile” in poliestere da riciclo può significare non solo indossare una maglia morbida, calda, bella, ma anche sottrarre alla discarica o alla dispersione nell’ambiente materiali di scarto. Il poliestere riciclato dal PET è passato da esperimento dell’innovativa azienda Patagonia, nella metà degli anni ’90, a materiale comunemente impiegato al giorno d’oggi.

“Nel 1993 , abbiamo adottato pile nella nostra linea di prodotti a base di consumatori riciclato bottiglie di plastica post- soda . Siamo stati il ​​primo produttore di abbigliamento outdoor. Abbigliamento PCR ® è stato un passo positivo verso un sistema più sostenibile, che utilizza meno risorse , scarta meno e meglio protegge la salute delle persone. Nel corso di 13 anni , abbiamo risparmiato circa 86 milioni di bottiglie di soda. Questa quantità equivale a sufficiente petrolio per riempire un serbatoio di benzina da 40 litri di diminutivo Chevy Suburban 20.000 volte.”

La plastica ha fatto la sua prima sfilata di moda nel 2004: in quella collezione primavera-estate di Giorgio Armani sono sfilati giubbotti, caban e giacche realizzati con il poliestere ottenuto dal riciclaggio delle bottiglie. Con i fogli di Pet riutilizzato, la design Gemma Lescari ha realizzato un impermeabile, mentre Caterina Crepax ne ha ricavato un tailleur antipioggia e una borsetta. Sul mercato si trovano anche le scarpe biodegradabili in lorica, un materiale derivato dalla plastica, che riproduce le stesse caratteristiche del cuoio, dunque è traspirante e idrorepellente. E le discariche ringraziano, visto che ogni anno vengono gettate più di 50 mila tonnellate di scarpe.

GLI EFFETTI SULL’AMBIENTE

Uno studio piuttosto recente pubblicato dalla rivista “Science”, che ha coinvolto ricercatori ambientali di più continenti, afferma che durante ogni lavaggio in lavatrice possono staccarsi più di 2000 fibre di poliestere e acrilico, che poi finiscono nelle spiagge e negli oceani di tutto il mondo. A oggi non esiste la prova scientifica di quanto e come queste fibre siano dannose per l’ambiente marino, ma è un monito per produttori di fibre e macchine lavatrici per sviluppare tecnologie che tengano sempre più conto del possibile danno ambientale.

http://www.patagonia.com/us/patagonia.go?&assetid=2791

http://www.imperialbulldog.com/2010/12/28/indossare-il-poliestere-riciclato/

http://www.whatischemistry.unina.it/it/recycle.html

http://aldexnapoli.jimdo.com/il-pile-tessuto/

http://www.corepla.it/cosa-si-fa-con-la-plastica-riciclata

http://it.wikipedia.org/wiki/Pile

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