IL COLORE _ correzione cromatica /il contrasto di simultaneità

Cos’è il colore?

Il colore nasce dalla luce

La luce che colpisce un oggetto viene parzialmente riflessa a seconda del colore. La parte riflessa viene trasmessa ai recettori cromatici all’interno dell’occhio umano.

Questi ultimi trasformano la luce riflessa in impulsi che percorrono le vie nervose fino a raggiungere il cervello, nel quale vengono interpretati: nasce così un’impressione cromatica.

Dal punto di vista prettamente biologico il colore si genera pertanto nell’occhio dell’osservatore e costituisce un’impressione sensoriale.

Ciascun individuo “percepisce” il colore in modo differente.

Tale fenomeno non è riconducibile solamente al fatto che non esistono mai occhi uguali tra loro. Anche l’interpretazione del colore varia infatti da individuo ad individuo. Perfino la stessa persona può percepire differentemente il colore in momenti diversi ed in base allo stato d’animo. Il colore stesso può pertanto generare sensazioni differenti.

Alcuni individui percepiscono i colori a prescindere dalla luce. È questo il caso di una particolare forma di sinestesia, la percezione uditiva dei colori, che consente di abbinare suoni, armonie o musica a determinati colori: solitamente ai suoni più alti tonalità chiare, a quelli bassi una tonalità scure.

STORIA

Lo studio del colore ha interessato generazioni di studiosi. Da Platone a tutto il Medioevo le ipotesi e le teorie si sono moltiplicate, ma il fondatore della moderna scienza del colore è considerato l’inglese Isaac Newton (1642-1727), più noto per la scoperta delle leggi che governano la gravitazione.

Il primo importante concetto introdotto da Newton riguarda il fatto che è sempre necessario distinguere fra mondo fisico (nel quale tutto è oggettivo e misurabile) e mondo della percezione (nel quale tutto è soggettivo e non misurabile). L’idea non è nuova, ma Newton l’ha precisata e l’ha messa alla base della propria teoria sul colore.

La seconda importante osservazione di Newton è che la luce (del sole, ma anche di qualunque altra sorgente) è composta di radiazioni diverse, ognuna di diversa intensità. Le singole radiazioni e le relative intensità sono messe in evidenza dalla scomposizione che un prisma di vetro può fare della luce. Ognuna delle singole radiazioni, se arriva all’occhio separatamente, causa la percezione di un determinato colore, più o meno brillante secondo la relativa intensità.

Newton dimostrò così che la luce che ci appare bianca non è in sé monocromatica, ma è la somma di una serie di raggi, ciascuno dei quali ha una differente lunghezza d’onda.

A Newton si deve anche il primo modello di rappresentazione del colore, un cerchio che ha al centro il bianco e lungo la circonferenza, ordinatamente disposti, i colori scomposti dal prisma. I due colori agli estremi dello spettro visibile, il rosso e il violetto, sono giustapposti sulla circonferenza in modo da creare una transizione continua. Sette sono i colori principali in questo modello: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto.

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IL CONTRASTO DI SIMULTANEITA’

Verso il 1840 Chevreul scoprì il fenomeno definito «contrasto simultaneo reciproco» , anch’esso basato sulla complementarità. Ogni colore infatti può produrre simultaneamente il proprio contrario e l’effetto risulta tanto più forte quanto più dura l’osservazione del colore dominante, e quanto più questo è luminoso.

Secondo le leggi che descrivono questo fenomeno, quando la retina è colpita in una certa zona da una tonalità di colore, nelle zone circostanti verrà vista la tonalità complementare. Proprio per questo Aspetto esclusivamente percettivo è stato affermato che «la realtà di un colore non coincide sempre con il suo effetto». Già Goethe aveva sostenuto che «solo il contrasto simultaneo rende il colore idoneo a un impiego estetico» .

Su questo fenomeno hanno lavorato, sperimentato e speculato taluni operatori, ad esempio Victor Vasarely , producendo effetti e vibrazioni dinamiche dei colori complementari, talvolta fino al limiti di rottura della percezione. Si è così imparato a valorizzare la legge dei contrasti per imprimere maggior risalto a un determinato soggetto. Il giallo sembra molto più giallo vicino al viola e il viola raggiunge il massimo risalto vicino al giallo, cosi il blu vicino all’arancio e viceversa. Per rafforzare l’effetto di contrasto si può ricorrere all’ausilio del contrasto di quantità.

Contrasto di simultaneitaÌ €

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ESERCITAZIONE IN CLASSE corso product / interior _2014

«I nostri sensi valutano sempre e solo mediante i confronti»

«Riconosciamo che una linea è lunga soltanto quando essa è messa a confronto con una più corta. Allo stesso modo, effetti cromatici possono venire potenziati o indeboliti dai colori che Ii contrastano.»

DESCRIZIONE ESERCIZIO

Applicare il principio di simultaneità col fine di attivare un processo di correzione cromatica. 

Selezionare due cartoncini dello stesso colore ma di tonalità diversa e produrre delle tessere di formato due per due centimetri e due cartoncini di colore diverso di formato A4. Posizionare le tessere al centro dei due diversi a4 e verificare se il colore delle due tessere risulta il medesimo. Se così fosse l’esercizio sarà stato svolto correttamente.

CORRETTA ESECUZIONE DELL’ESERCIZIO

L’esercizio è stato eseguito correttamente se, per quanto riguarda le tessere, lo studente non ha scelto colori che fanno parte dei primari.Per quanto riguarda lo sfondo, invece, risulta fondamentale la scelta dei colori primari e non, la cui unione è il risultato è il colore della tesserina centrale o contenerne almeno varianti dello stesso colore.

esempio: -prendere due tesserine verdi (una verde chiaro, l’altra verde scuro); -prendere un A4 giallo e un A4 blu; -attaccare entrambe le tesserine al centro del cartoncino usato per sfondo; In questo caso l’esercizio è coretto perchè la tesserina chiara aquisirà dello scuro dalla percentuale di blu data dall sfondo e quella scura dal giallo, mettendo così in atto una correzione cromatica sulla tesserina che percepiremo nello stesso identico modo in entrambe le tavole.

immagine (5)

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ESECUZIONE NON CORRETTA DELL’ESERCIZIO/CORREZIONE

Alcuni studenti non hanno eseguito in maniera corretta l’esercizio ma il risultato percepito sembra lo stesso semplicemente perchè le tesserine sono dello stesso colore invece di essere di tonalità diverse. Questo ha fatto si che in alcuni casi sia avvenuta la situazione contraria facendo cambiare così la percezione della tesserina accentuandone la diversità cromatica.

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