ANTICRACK (anti rottura)

 

Il materiale anticrack è pensato per evitare litigi e spese esagerate in caso di piccoli tamponamenti.
Il materiale è composto da 3 strati:
strati
1_ alla base uno strato che sia termoisolante in modo che il secondo strato non venga modificato o rovinato dal calore trasmesso dalla carrozzeria a causa del surriscaldamento del motore.
Si può scegliere tra una vasta quantità di materiali:
– origine minerale:argilla espansa, perlite espansa, verniculite espansa, pomice, vetro cellulare (tutti in classe 0 per quanto riguarda la reazione al fuoco).
– origine vegetale: fibra di cellulosa, legno, legno mineralizzata, canapa, lino, cocco, juta, canna palustre, sughero (ma con reazione al fuoco superiore ai materiali di origine minerale).
Ho scelto la pietra pomice come esempio perchè: “
Il consumo di energia durante il suo processo produttivo è ridotto. Il materiale sfuso è riutilizzabile unicamente come inerte per calcestruzzo. La pomice non pone problemi di scarti tossici sia nella fase di produzione che di quella di utilizzazione, inoltre i manufatti in cls (cls pomice/cemento), pesando meno rispetto a quelli realizzati in cls tradizionale a parità di resistenza meccanica, presentano una sensibile riduzione dei costi dovuta ai minor carichi e al minor costo di trasporto”, caratteristiche molto più rassicuranti di altri materiali di origine minerale.

2_ lo strato centrale è costituito da poliuretano espanso elastico (comunemente chiamato gomma piuma) che serve a smorzare la forza dell’impatto e evitare che le carrozzerie si rovinino.

3_ lo strato più superficiale serve per rendere impermeabile la gommapiuma. Si può scegliere uno tra i molti spray che rendono superidrofobiche le superfici trattate.
Oppure è consigliato il più rapido di tutti i materiali nel respingere l’acqua, oltre che il più asciutto, pulito e resistente alla formazione di ghiaccio. È il materiale idrorepellente realizzato negli Stati Uniti dalla Boston University e dal Mit (Massachusetts Institute of Technology), che rispetto a tessuti simili riduce di circa il 40% il tempo di contatto delle gocce d’acqua. Tra le applicazioni possibili ci sono superfici in grado di prevenire la formazione di ghiaccio nel caso di piogge gelide. Per approfondimenti: http://www.galileonet.it/articles/528f1a88a5717a3a1d000050

Il materiale ottenuto può essere applicato a una fascia che gira tutt’attorno alla vettura nel punto in cui più facilmente può venire a contatto con gli altri mezzi, oppure può coprire l’intera superficie della carrozzeria in modo da prevenire qualunque ammaccamento come per esempio a causa della grandine.

 

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Proprietà della materia

1. UNITA’ DI MISURA
L’unità di misura è una quantità prestabilita di una grandezza fisica definita e adottata per convenzione o per legge e utilizzata come termine di riferimento per la misura di grandezze della stessa specie. Ogni altro valore di una grandezza fisica può essere espresso tramite multipli o sottomultipli della sua unità di misura.
Il sistema internazionale di unità, indicato con la sigla “SI”, è il sistema di unità di misura da impiegare in tutti i settori.
Tabella delle grandezze fondamentali:
tabella1

Le grandezze derivate invece sono quelle grandezze che si possono derivare, tramite opportune formule matematiche, dalle grandezze fisiche fondamentali.  Anche le loro unità di misura non possono essere scelte in maniera indipendente, ma devono essere derivate in maniera consistente dalle unità di misura delle grandezze fondamentali.

Tabella delle grandezze derivate:
tabella2

 

 

2. MASSA E DESITA’

Nell’attuale Sistema internazionale di unità di misura (SI) la massa è stata scelta come grandezza fisica fondamentale, cioè non esprimibile in termini di altre grandezze. La sua unità di misura è il chilogrammo, indicato col simbolo kg.
La massa definisce la misura di quantità di materia di cui macroscopicamente si può considerare costituito un corpo.

Si definisce densità assoluta il rapporto tra la massa di un corpo e il suo volume. La densità assoluta si calcola con la seguente formula: d = m/V
Nel Sistema Internazionale la densità si misura in g/cm3.
La densità è una proprietà intensiva della materia che dipende dalla temperatura e dalla pressione (specialmente per i gas).
Per quasi tutti i materiali, un aumento di temperatura causa un aumento di volume e quindi una diminuzione del valore della densità. Soltanto il ghiaccio e poche altre sostanze fanno eccezione a questa regola.
L’acqua alla temperatura di 4 °C ha la massa di 1 grammo, è quindi l’acqua l’unità campione a cui tutti gli altri materiali vanno messi a confronto.
Es: un cm3 di acqua ha massa 1g
un cm3 di alluminio ha massa 2,7 g
La densità relativa è quindi il rapporto tra la massa di una sostanza e un’eguale massa di acqua distillata a 4 °C.
massa
densità

 

3. MASSA VOLUMICA

La massa volumica è sinonimo di peso specifico.
Il peso specifico indica quanto è pesante un determinato materiale in relazione alle sue dimensioni.
Peso specifico Ps = Massa / volume
Esempio:
1 decimetro cubo di acqua a 4°C ha peso specifico pari a 1.
Il ghiaccio ( Ps = 0,917 ) galleggia sull’acqua perchè è un po’ più leggero della stessa.
Il vino incece, che ha Ps uguale a 0.99, è talmente vicino al Ps dell’acqua da mescolarsi con essa, ma se lo versi lentamente si noterà che galleggia.
L’unità di misura è il kg/m3.
La definizione di peso specifico è più vecchia, desueta, di massa volumica, ma il concetto è lo stesso.
La nuova definizione del peso specifico nelle parole “massa” e “ volume” spiega molto bene il suo significato mettendo in relazione le parole chiave del concetto.
La massa volumica ha notevole importanza in quanto a volte è necessario progettare elementi che siano molto leggeri o altre volte si ha esigenza che alcuni oggetti siano molto pesanti.
Può essere molto utile quando per esempio è necessario conoscere la quantità di materiale necessaria per realizzare un oggetto tramite lo stampaggio.
stampaggio stampo

Per quanto riguarda le leghe la massa volumica può variare a seconda delle percentuali dei metalli che formano la lega.
lega

 

Per il legno invece la massa volumica può variare a seconda di: specie, struttura, età, umidità e da zona a zona dello stesso tronco per la diversa compattezza delle fibre.
legno
Nei marmi vale la stessa regola vista prima per le leghe: dipende dalla percentuale dei minerali presenti.
marmo

 

Tabella compartiva della massa volumica delle sostanze:
tabella3

4. LA FORZA

La forza è definita come massa per accelerazione: F= m x a
Il peso di una persona è la forza che la persona, dotata di una certa massa, esercita sulla bilancia a seguito dell’attrazione di gravità, che sulla superficie terrestre determina un accelerazione di 9,81 m/s.
es: un uomo pesa 100 kg
l’accelerazione è di 10 m/s
100 (m) x 10 (a) = 1000 (Forza gravitazione)
La forza, come l’accelerazione, è una grandezza vettoriale dotata di un modulo, una direzione e un verso.
Si tratta di un segmento orientato, la cui lunghezza è proporzionale all’intensità della grandezza associata, la direzione indica la sua retta di applicazione ed il verso il senso di percorrenza.
La velocità, l’accelerazione la forza sono tutti esempi di grandezze vettoriali molto comuni in fisica.
vettoriale

 

 

5. GLI STATI DELLA MATERIA

Gli stati della materia sono: solido, liquido, gassoso, plasma.
E’ in questi quattro stati che si presenta tutta la materia esistente nell’universo e noi siamo abituati  a considerare in uno di questi stati le sostanze che conosciamo, ma questo è errato, perchè tutte le sostanze che vediamo attorno a noi, esistono in ognuno di questi quattro stati.
es: il rame è solido sino a 1080 °C ai 2580 °C, dopo di che entra in ebollizione ed inizia lo stato gassoso.

Se la temperatura varia, varia anche lo stato in cui si trova la sostanza considerata.
Un materiale allo stato solido ha un volume e una forma propria.
Un materiale allo stato liquido invece ha un volume proprio, ma acquisisce la forma del recipiente che lo contiene.
Il materiale allo stato aeriforme non ha né volume né forma propria, ma si espande fino a occupare tutto lo spazio disponibile.
Esiste “un quarto stato”, il plasma. Esso è costituito da un insieme di particelle con cariche elettriche positive (ioni) e negative (elettroni). Il plasma non è uno stato eccezionale, poiché costituisce il 99% dell’Universo, come conseguenza dell’elevata temperatura esistente nei corpi celesti, che porta alla ionizzazione degli atomi.
La formazione di questo stato della materia è possibile solo se il materiale di partenza è sotto forma gassosa e viene portato a temperature comprese tra 3000°C e 20 000°C. Il plasma si trova all’interno del Sole, nei gas interstellari, nei nuclei delle galassie. Nell’esperienza comune, si genera il plasma quando si fornisce energia ad un gas fino a che questo diventa fluorescente: è quanto si verifica nelle lampade al neon; anche l’arco elettrico, i lampi ed i veicoli spaziali, quando rientrano nell’atmosfera generano questo particolare stato della materia.

sublimazione: passaggio dallo stato solido a quello aeriforme o gassoso;
brinamento: passaggio dallo stato gassoso a quello solido;
fusione: passaggio dallo stato solido a quello liquido;
solidificazione: passaggio dallo stato liquido a quello solido;
evaporazione: passaggio dallo stato liquido a quello aeriforme;
condensazione: passaggio dallo stato aeriforme a quello liquido.
ionizzazione: passaggio dallo statogassoso a quello plasma.
deionizzazione: passaggio dallo stato plasma a quello gassoso.
stato della materia

6. PROPRIETà TERMICHE

Ogni corpo se sottoposto all’azione del calore, altera la propria struttura molecolare variandone le dimensioni.

Nei metalli la dilatazione termica è considerata uno svantaggio in quanto le lavorazioni di fusione e colata sono soggette, nel raffreddamento, a ritiri sensibili che creano inconvenienti a volte anche gravi. Le giunzioni dei ponti tengono in considerzione questa importante caratteristica.
dilataz.termica

 

Quando il legno viene sottoposto a riscaldamento viene sollecitato da forze interne che provocano deformazioni, rigonfiamenti e dilatazioni dovute a cambiamenti temporanei di umidità e temperatura.
legnodil

 

Il riscaldamento e il raffreddamento parziale del vetro generano in questo delle sollecitazioni che possono provocare rotture e il coefficiente di dilatazione è un dato molto importante per la produzione di vetri ad alta resistenza termica.
vetro

 

La stabilita’ termica è molto importante per le materie plastiche, infatti molti termoplastici col calore si decompongono chimicamente, creando gravi inconvenienti.
plastica

 

 

 

 

Stampa 3D a getto d’inchiostro

La stampa 3D rappresenta la naturale evoluzione della stampa 2D e permette di avere una riproduzione reale di un modello 3D realizzato con un software di modellazione 3D.
L’idea di una prototipazione su richiesta economica è stata concepita per la prima volta da alcuni sviluppatori visionari MIT, i quali nel 1933 svilupparono un metodo di prototipazione rapido ed economico ovvero la stampa 3d.
Con la fondazione di Zcorporation nel 1944 da parte di alcuni di questi stessi sviluppatori, l’azienda si ripromise di rendere la prototipazione alla portata di qualsiasi progettista o ingegnere.
Negli ultimi anni il costo delle stampanti 3D si è considerevolmente contratto, rendendole economicamente accessibili alle piccole e medie imprese e favorendone l’ingresso nel mondo degli uffici.
La tecnologia trova anche uso nel settore della gioielleria, calzoleria, progettazione industriale, architettura, automotiva, aerospaziale, medico e dentistico.

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Per fare la stampa 3D sono disponibili numerose tecnologie concorrenti. Le loro differenze principali riguardano il modo in cui sono costruiti gli strati per creare le parti.
Ogni metodo ha i suoi vantaggi e inconvenienti, e conseguentemente alcune società offrono una scelta tra polvere e polimero come materiale dal quale l’oggetto è ricavato.
Generalmente, i fattori principali presi in considerazione sono la velocità, il costo del prototipo stampato, il costo della stampante 3D, la scelta dei materiali, le colorazioni disponibili, ecc.
Il sistema più veloce, e che permette una stampa interamente a colori, è quello a getto d’inchiostro, esattamente come la stampante tradizionale.

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A.filtro automatico dell’aria
garantisce che tutta la polvere rimanga all’interno dei confini della macchina, emettendo solo aria pulita nell’ambiente dell’ufficio o della stanza di lavoro.
B.cartuccia del collante
contiene materiale adesivo a base acquosa che solidifica la polvere.
C.camera di lavoro
area in cui viene prodotta la parte
D.carrello
scorre lungo il telaio per posizionare le testine di stampa
E.compressore
genera aria compressa per rimuovere la polvere dalle parti finite
F.filtro dei materiali di scarto
impedisce l’ingresso nell’alimentatore di qualsiasi particella solida durante il recupero della polvere dopo la costruzione, garantendo la buona riuscita della costruzione successiva.
G.scatola elettronica
computer integrato che controlla tutte le azioni della stampante
H.telaio
barra orizzontale che si sposta avanti e indietro su ogni strato.
I.alimentatore
contiene la polvere con cui viene creato il modello
J.serbatoio
raccoglie il collante delle cartucce di collante e lo fornisce al telaio.
K.stazione di servizio
pulisce automaticamente le testine quando necessario.
L.valvola del vuoto
rappresenta la mente del sistema di distribuzione della polvere che aspira la polvere della camera di lavoro, dai punti di eccedenza, dalla stazione di rimozione della polvere o dal tubo di aspirazione per riportarla nell’alimentatore.

Qualunque sia il programma che si sceglie per la modellazione assistita, si è in grado di creare un modello virtuale dell’oggetto che si desidera stampare.
L’obbiettivo fondamentale di una stampante 3d è quello di trasformare rapidamente un’idea in un oggetto fisico.
Generalmente l’idea è integrata in un modello informatico 3d creato mediante software CAD, 3d.
Tutti questi strumenti software esportano modelli 3d: una volta che si dispone di un progetto completato, basterà inviarlo alla stampante 3D con l’estensione di file standard (STL, “Standard Tessellation Language”).
Il file esportato è una mesh, ovvero una serie di trinagoli orientati nello spazio, che racchiude un volume 3d.
Tale mesh deve essere “a tenuta stagna” per consentire la realizzazione di un modello solido e non di semplici superfici prive di spessore.
In altre parole, il progetto a questo punto deve essere pronto per esistere nel mondo reale e non solo su un computer.
Il software, suddivide il file del modello 3d in centinaia di sezioni trasversali, digitali o strati.
Ogni sezione da 0,1 mm corrisponde a uno strato del modello da costruire mediante la stampante.
La stampante stampa ogni strato sopra l’altro costruendo la parte fisica nella camera di lavoro della macchina.
Una volta completato lo strato finale la stampante esegue un breve ciclo di asciugatura, quindi è possibile rimuovere l’oggetto fisico.

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La prima cosa da notare è che la stampa 3D è caratterizzata da una produzione “additiva”, il che significa che un oggetto solido tridimensionale viene costruito aggiungendo materiale a strati. Ciò è in contrasto con la fabbricazione “sottrattiva”, attraversa la quale un oggetto viene costruito tagliando o lavorando la materia prima in una forma desiderata.
Dopo che il file di disegno finito viene inviato alla stampante 3D, si sceglie un materiale specifico. Questo, a seconda della stampante, può essere in gomma, materie plastiche, carta, materiali poliuretanici simili, metalli e altro ancora.
I processi di stampa variano, ma il materiale è di solito spruzzato, spremuto o altrimenti trasferito dalla stampante su di una piattaforma. Poi, una stampante 3D svolge dei passi (proprio come una stampante a getto d’inchiostro) sulla piattaforma.
In particolare deposita strato dopo strato del materiale per creare il prodotto finito (se guardate da vicino un oggetto stampato in 3D noterete subito gli strati). Questo può richiedere diverse ore o addirittura giorni a seconda delle dimensioni e della complessità dell’oggetto.
Il livello medio degli strati è di circa 100 micron (0,1 millimetri), ma alcune stampanti, come la Objet Connex, possono anche depositare strati sottili di 16 micron.
Ormai, come già detto in precedenza, si può fare qualsiasi cosa con una stampante 3D. Anche del cibo commestibile. Attualmente, però, il loro utilizzo è incentrato principalmente nel settore sanitario.

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1.
la stampante si scalda, riempie la camera di lavoro con materiale di costruzione e, se necessario, riallinea automaticamente le testine di stampa
2.
la stampante avvia la creazione del modello, depositando uno strato di polvere
3.
il carrello di stampa si sposta sullo strato depositando il collante (e gli inchiostri per il modello a colori) sul pattern della prima sezione.
I punti 2 e 3 verranno ripetuti fino al completamento del modello.
Il collante solidifica la polvere nella sezione trasversale del modello, lasciando il resto della polvere asciutta per consentirne il recupero.
4.
dopo ogni strato, il pistone sotto la camera di lavoro abbassa la base di polvere per preparare lo strato successivo.
5.
al termine dell’operazione il modello rimane nella povere per l’indurimento.
Al termine dell’indurimento la macchina aspira automaticamente la maggior parte della polvere attorno al modello e la recupera per utilizzarla nelle costruzione successive.

Purtroppo, e qui veniamo all’aspetto negativo di questa tecnologia, il prezzo di queste apparecchiature è ancora parecchio elevato. Le stampanti più piccole, progettate per i giocattoli ed altri piccoli gadget, hanno un costo vicino ai 1.000 dollari. I modelli più professionali possono costare da $ 14,900 a $ 59,000. I modelli di altissimo livello, destinati all’industria, possono raggiungere cifre vicine ai $ 600.000.
Poiché i prototipi perdono valore quando sono necessari tempi lunghi per realizzarli, il fattore del “tempo di costruzione” della parte è fondamentale nell’ambito della stampa 3d.
Sin dall’inizio si è impegnata a fornire la prototipazione più veloce possibile per consentire ai clienti di creare un oggetto nell’arco di ore anziché di giorni.
Le stampanti possono creare modelli alla velocità di 25 mm all’ora.
Questo significa che un tim è in grado di stampare più parti dell’altezza di 50 mm in appena un paio di ore.

Fonti:

http://pdf.directindustry.it/pdf/3d-systems/documento-tecnico-impara-come-funziona-stampa-3d-getto-inchiostro/19418-135847.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Stampa_3D

http://tech.net1news.org/stampanti-3d-nuova-frontiera-della-tecnologia-consumer.html

http://hardware.hdblog.it/2013/04/06/stampa-3d-ecco-come-funziona/

http://www.pmi.it/tecnologia/prodotti-e-servizi-ict/news/71663/stampa-3d-prospettive-di-mercato.html

Pannello fotovoltaico CIGS

L’utilizzo di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica è sicuramente un comportamento ecologico, perché si impiega una fonte rinnovabile, come il sole, senza ricorrere a combustibili fossili e produrre inquinamento con emissioni in atmosfera.

Eppure, al termine del loro seppur lungo ciclo di vita, che si calcola mediamente intorno ai 20 – 25 anni, per i pannelli fotovoltaici, si presenta il problema dello smaltimento, perché sono realizzati con prodotti altamente inquinanti, come il silicio e l’E.V.A.(etil – vinil – acetato).

eva2

Ad esempio l’ E.V.A. è un materiale che non può essere riutilizzato, ma deve essere bruciato in un altoforno, con conseguente elevato impatto ambientale dovuto alle emissioni di gas contenenti acidi acetici.
Questo materiale viene posto in un sottile strato tra le celle fotovoltaiche e il vetro in modo da isolare la parte elettricamente attiva dal resto del modulo. In realtà ogni pannello ne contiene una piccola quantità ma, poiché i pannelli che si smaltiscono sono ormai tanti, il problema si pone.

Questi aspetti rappresentano spesso argomento di critiche da parte dei detrattori della tecnologia fotovoltaica. Anche perché si calcola che nel 2020 circa 35.000 tonnellate di pannelli fotovoltaici saranno obsoleti e destinati a discarica, con notevole impatto sull’ambiente.

Nasce cosi il modulo fotovoltaico al 100% riciclabile senza l’impiego di silicio ne’ eva (etil vinil acetato). Il nuovo prodotto nasce dalla collaborazione dell’italiana P.Energy, azienda di automazione industriale nel settore fotovoltaico che da 10 anni è specializzata nella fornitura di impianti completi per la produzione di pannelli solari, con una start-up svedese Midsummer ab, specializzata nello sviluppo di tecnologie per la deposizione film sottile.

pannello-riciclabile

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L’idea è basata sul deposito di un sottile strato di film Cigs (Copper indium gallium selenide) su celle di acciaio. II Cigs è una tecnologia già utilizzata per pannelli a film sottile e l’innovazione consiste nella sostituzione di costosi processi di deposizione su grandi superfici con una inferiore rispetto a una cella fotovoltaica standard (156 x 156mm).
Il cuore dell’innovazione sta proprio nel processo di assemblaggio. Per comporre il pannello, infatti, è stato sviluppato un nuovo macchinario per la saldatura delle celle Cigs così come per la laminazione del vetro ultrasottile è stato inventato un nuovo processo di laminazione ‘inverso’ per produzioni su larga scala.
P.Energy, inoltre, ha sviluppato il design innovativo del modulo finale basato su una mix di materie prime 100% rinnovabili e ri-utilizzabili, ingegnerizzando il processo sia di assemblaggio per produzioni su larga scala sia il processo di fine vita del modulo.
Le celle in Cigs sono incapsulate in un film termoplastico che garantisce l’adesione al vetro e l’isolamento dagli agenti atmosferici per 30 anni.
Ciò significa che, al termine del suo ciclo di vita, il pannello può essere aperto, scomposto in tutte le sue parti (vetro, alluminio, metallo, film, ecc.), che possono essere tutte riutilizzate avendo così un impatto nullo sull’ambiente.
Il dis-assemblaggio del modulo avviene anche in maniera piuttosto semplice, grazie al processo messo a punto dalle due ditte costruttrici che permette di separarli in breve tempo.
Ma il Cigs presenta dei vantaggi anche dal punto di vista delle prestazioni, perché ha una maggiore forza di adesione al vetro, rispetto all’E.v.a., offre una barriera contro l’umidità e migliora il rendimento della conversione di luce solare in energia elettrica perché, utilizzando un vetro ultrasottile si ha una maggiore trasmissione di energia luminosa alle celle.
Altre differenze tra il silicio cristallino e il film sottile sono le perdite di rendimento per conseguenza della temperatura e la reazione alla luce diffusa.
Laddove l’irraggiamento e l’irradiamento sia elevato, tale da generare notevoli temperature, i moduli a silicio cristallino registrano un calo della potenza, mentre i moduli a film sottile riescono a conferire risultati più solidi.Una disposizione verso Sud dell’impianto con inclinazione di 30° di latitudine, è la situazione ottimale per raggiungere il maggior rendimento dai moduli a silicio cristallino. Il film sottile al contrario riesce a captare con più facilità la luce diffusa e riflessa, quindi risente meno delle zone di ombra, si adatta alle superfici senza richiedere particolari inclinazioni, può essere installato sia in orizzontale sia in verticale senza sensibili differenze di produttività e produce anche con cielo nuvoloso.
C’è anche una relativa differenza di costo: il film sottile costa meno. Arriva ad oggi a costare, presso i distributori grossisti, circa 0,50-0,60 euro/watt, contro i 0,70 – 0,90 euro/watt dei più economici pannelli a silicio cristallino di provenienza asiatica o cinese.
Nella progettazione di un impianto fotovoltaico, oltre a valutare il tipo di tecnologia più adatta, è necessario valutare alcune altre condizioni: la durata di vita, la manutenzione e stabilità dell’impianto, la resa energetica, la zona d’installazione, le condizioni climatiche, le caratteristiche del tetto.La sintesi di questi elementi, nella loro totalità, porta alla scelta finale.
Inoltre il modulo CIGS (Rame, Indio, Gallio e Selenio) è la meglio promettente tecnologia fotovoltaica nella famiglia dei moduli fotovoltaici a film sottile. I quattro materiali che compongono le celle rendono le potenziali prestazioni delle CIGS molto più alte di ogni altro pannello fotovoltaico a film sottile.
Il CIGS, infatti, a parità di luce irradiata, produce più energia elettrica rispetto agli altri pannelli a film sottile. Ha quindi la migliore efficienza di conversione.
Altro vantaggio del pannello CIGS è l’efficienza di conversione praticamente costante nel tempo: i tradizionali pannelli fotovoltaici cristallini hanno un calo di rendimento nel tempo (pari a circa 0,75% l’anno), i pannelli CIGS hanno un’efficienza di conversione estremamente stabile nel tempo che gli permette di avere prestazioni invariate per diversi anni.
Inoltre: la tecnologia CIGS è, per motivi soprattutto economici, una valida alternativa al silicio cristallino, che sta alla base dell’ 80% dei pannelli fotovoltaici presenti sul mercato. Il CIGS non necessita, a differenza del modulo cristallino, di una complessa e costosa lavorazione per ottenere una sottigliezza inferiore ai 10 micron, spessore inferiore a quello dei moduli in silicio cristallino. Il risparmio economico è quantificabile in circa il 20% in meno di spesa rispetto ai moduli in silicio cristallino.
In definitiva: da un lato con la tecnologia CIGS l’efficienza di conversione aumenta drasticamente, raggiungendo oltre il 20% a livello di singola cella, dall’altro lato diminuiscono in modo significativo i costi di produzione grazie a materiali che permettono processi produttivi più efficienti.
Per questi ed altri motivi i ricercatori, in un rapporto pubblicato dalla Lux Research, sostengono che la tecnologia a film sottile CIGS raddoppierà la capacità installata entro il 2015: si prevede che il mercato CIGS possa raggiungere un valore di oltre 2,3 miliardi di dollari.

fonti:
http://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/pannelli-fotovoltaici-cigs-nuova-frontiera-del-film-sottile

http://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/moduli-fotovoltaici-silicio-cristallino-film-sottile

http://www.greenstyle.it/il-pannello-fotovoltaico-100-riciclabile-e-made-in-italy-9500.html

http://www.lafrecciaverde.it/arriva-il-pannello-fotovoltaico-100-riciclabile/

http://www.lavorincasa.it/articoli/in/impianti/pannelli-fotovoltaici-riciclabili/

http://amslaurea.unibo.it/3280/1/Petrangelo_Saverio_Tesi.pdf