GLI SCHERMI CURVI (Rivisto da Karim Fayad)

I componenti:

I display al plasma sono sostanzialmente delle lampade a luce fluorescente (come i neon). Molte piccole celle posizionate in mezzo a due pannelli di vetro mantengono una mistura inerte di gas nobili (neon e xeno).il gas nelle celle viene elettricamente trasformato in un plasma, il quale poi eccita i fosfori ad emettere luce.i gas di xeno e neon in un televisore al plasma sono contenuti in centinaia di migliaia di piccole celle posizionate tra due pannelli di vetro.anche dei lunghi elettrodi vengono inseriti tra i pannelli di vetro, davanti e dietro le celle. Gli elettrodi di indirizzamento sono dietro le celle, lungo il pannello di vetro posteriore.Gli elettrodi trasparenti dello schermo, che sono circondati da materiale elettrico isolante e coperti di uno strato protettivo in ossido di magnesio, sono montati davanti alle celle,lungo il vetro anteriore.la circuiteria di controllo carica gli elettrodi che si incrociano ad una cella, creando una differenza di potenziale tra davanti e dietro, provocando la ionizzazione dei gas e la formazione di plasma; quando gli ioni del gas si dirigono verso gli elettrodi e collidono vengono emessi dei fotoni.

Ogni pixel è fatto di tre sottocelle separate, ognuna con fosfori di diversi colori.Una sottocella ha il fosforo per la luce rossa, una per la luce verde e l’altra per la luce blu. Questi colori si uniscono assieme per creare il colore totale del pixel, analogamente ai computer a tre colori. Variando gli impulsi di corrente che scorrono atraverso le diverse celle migliaia di volte al secondo, il sistema di controllo può aumentareo diminuire l’intensità di ogni colore di ogni sottocella per creare miliardi di diverse combinazioni di verde, rosso e blu.in questo modo il sistema di controllo può produrre la maggior parte dei colori visibili.

Plasma-display-composition

Il vetro(Risultato dalla curvatura dello schermo)

La lastra di vetro viene messa sullo stampo e con esso introdotto nel forno. La lastra si rammollisce e per il peso proprio, si adagia sullo stampo nel sistema a gravità, oppure viene accompagnata dalle pinze meccaniche se le curve sono tali da non permettere con la sola forza di gravità l’adesione della stessa allo stampo.

Curvatura vetro

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LO PNEUMATICO

Lo pneumatico.

Storia.

Migliorando la qualità delle strade le ruote vennero ricoperte di gomma. Inizialmente erano di gomma piena ma risultavano appiccicose, rammollivano con il caldo e indurivano con il freddo. Fu il sig. Goodyear, che per puro caso, trovò la giusta combinazione di sostanze. Infatti  notò che un miscuglio di gomma e zolfo, cadutogli per puro caso nella stufa, assunse delle proprietà elastiche e di resistenza sorprendenti. Fu il primo a introdurre nella sua fabbrica il processo di VULCANIZZAZIONE. Il sig. Dunlop invece, nel 1887 inventò lo pneumatico con la camera d’aria.­

Tipologia.

TUBE:  una camera d’aria racchiude l’aria compressa.

TUBELESS:  senza camera d’aria. La copertura fatta di gomma e tele di fibra o metallo attutisce gli urti.

NPT: non pneumatic tires, non richiedono aria.

PIENI:  hanno una struttura piena in plastica.

TWELL: tra la copertura esterna in gomma e il mozzo sono inseritei raggi poliuretano. Strutturali.

Caratteristiche.

-larghezza battistrada:  automobilistico, a maggiore larghezza più tenuta,ma cambi direzione più lenti

-altezza spalla: distanza tra manto stradale e cerchione. Deformazione del profilo.

-pressione pneumatico:  varia in base alla massa del veicolo, tipologia strada e periodo climatico.

-temperatura: stradali intorno ai 50-80°C, ambito sportivo anche 130.

Struttura.

-battistrada:  prodotto in gomma sintetica (SBR).

-pacco cinture: strati multipli (tra carcassa e battistrada), aumentano la resistenza dello pneumatico,protezione contro urti e forature e garantiscono migliore distribuzione delle forze su improntale laterale del battistrada.                                                                                                                                        -spalla

-carcassa o tela: consente  la trasmissione di tutte le forze di carico tra la ruota e il terreno come quelle che si sprigionano durante la frenata e nelle manovre di sterzatura.

-Nervatura fascio o cerchietti: fasce d’acciaio poste nel tallone, accomodano lo pneumatico sul cerchione.

Differenza tra pneumatico convenzionale e radiale.

Pneumatico convenzionale: gli strati di armatura sono inseriti diagonalmente, conferiscono più omogeneità a spalla e battistrada. Maggiore resistenza agli urti laterali. Forte stabilità laterale

Pneumatico radiale: disposizione dell’armatura in senso trasversale rispetto alla direzione di marcia. Scarsa deformabilità del fianco, la pressione al suolo viene distribuita in modo più uniforme. Minor compattamento.

Riciclaggio.

I pneumatici vengono trattati in impianti dove si separa la gomma della tela e dal metallo. La gomma recuperata viene ridotto in POLVERINO. Utilizzato come componente per creare bitumi modificati rende il manto stradale più resistente alle deformazioni e a pioggia e neve. Versione Wet, il polverino è miscelato al bitume, assorbendolo si gonfia e diventa gommoso. L’asfalto a base di polverino è drenante,fonoassorbente.

Vulcanizzazione.

Processo di lavorazione della gomma la quale viene legata chimicamente allo zolfo mediante riscaldamento. Oggi si intente un qualsiasi processo chimico con risultati analoghi. Provoca una modificazione della conformazione molecolare del polimero. Aumento di elasticità e resistenza a trazione. Soppressione di proprietà negative quali l’abrasività e l’appiccicosità oltre che una maggiore resistenza agli effetti dell’ossigeno.atmosferico.

Grammatica.

Etimologia: dal greco pneymatikos (che ha rapporto col soffio) e pneumatos soffio spirito vento.  La grammatica della nostra lingua impone che “lo” (insieme a “i” per il plurale) si usi “davanti a s impura, sc, z, ps, gn, pn, x, y, j e i con valore consonantico“. L’alternanza degli articoli il/lo e un/uno (e naturalmente dei plurali corrispondenti i/gli, dei/degli) corrispondono i primi a un registro più familiare, mentre i secondi appartengono ad un uso più sorvegliato della nostra lingua.