Clash (materiale inventato)

Clash e un materiale che, prende dimensioni volumetriche e morbide diverse sfruttando l’elasticita di una struttura di multistrato in PU soft & hard che ingloba un altro sandwich di SMA (shape memory alloys). L’intenzione era la combinazione tra due sollecitazione , una mechanica che sono i srati metallici e l’altra dinamica basandoci sulla memoria di forma dei tre materiali.

Clash
Sandwich

Il SMA (generalmente fatto di rame-aluminium-nickel) mantiene la memoria della sua forma a freddo, riacquisendola quando viene surriscaldata. Il PU e un ottimo termo-isolante  e puo venire con diversi intensita di durezza. Queste characteristiche ci permettono di poter realizzare  diverse forme a scelta, con una struttura di sostegno interna  che regga la persona.

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Diversi ambienti possibili

Diversi ambienti possibili

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GLI SCHERMI CURVI (Rivisto da Karim Fayad)

I componenti:

I display al plasma sono sostanzialmente delle lampade a luce fluorescente (come i neon). Molte piccole celle posizionate in mezzo a due pannelli di vetro mantengono una mistura inerte di gas nobili (neon e xeno).il gas nelle celle viene elettricamente trasformato in un plasma, il quale poi eccita i fosfori ad emettere luce.i gas di xeno e neon in un televisore al plasma sono contenuti in centinaia di migliaia di piccole celle posizionate tra due pannelli di vetro.anche dei lunghi elettrodi vengono inseriti tra i pannelli di vetro, davanti e dietro le celle. Gli elettrodi di indirizzamento sono dietro le celle, lungo il pannello di vetro posteriore.Gli elettrodi trasparenti dello schermo, che sono circondati da materiale elettrico isolante e coperti di uno strato protettivo in ossido di magnesio, sono montati davanti alle celle,lungo il vetro anteriore.la circuiteria di controllo carica gli elettrodi che si incrociano ad una cella, creando una differenza di potenziale tra davanti e dietro, provocando la ionizzazione dei gas e la formazione di plasma; quando gli ioni del gas si dirigono verso gli elettrodi e collidono vengono emessi dei fotoni.

Ogni pixel è fatto di tre sottocelle separate, ognuna con fosfori di diversi colori.Una sottocella ha il fosforo per la luce rossa, una per la luce verde e l’altra per la luce blu. Questi colori si uniscono assieme per creare il colore totale del pixel, analogamente ai computer a tre colori. Variando gli impulsi di corrente che scorrono atraverso le diverse celle migliaia di volte al secondo, il sistema di controllo può aumentareo diminuire l’intensità di ogni colore di ogni sottocella per creare miliardi di diverse combinazioni di verde, rosso e blu.in questo modo il sistema di controllo può produrre la maggior parte dei colori visibili.

Plasma-display-composition

Il vetro(Risultato dalla curvatura dello schermo)

La lastra di vetro viene messa sullo stampo e con esso introdotto nel forno. La lastra si rammollisce e per il peso proprio, si adagia sullo stampo nel sistema a gravità, oppure viene accompagnata dalle pinze meccaniche se le curve sono tali da non permettere con la sola forza di gravità l’adesione della stessa allo stampo.

Curvatura vetro

HSF _ Half Solid Foam (inventato)

 

Half Solid Foam è una normalissima gommapiuma all’apparenza, ma con la particolarità di poter essere compressa da tutte le direzioni tranne una. In un verso questa gommapiuma non è comprimibile. Ho ideato HSF con l’obiettivo di ottenere un nuovo materiale in grado di poter essere compresso notevolmente almeno in una direzione ma, una volta rilasciata la forza di compressione, avesse caratteristiche volumetriche importanti e morbide.

Il poliuretano espanso presenta già una notevole voluminosità ed è possibile comprimerlo in tutte le direzioni, quindi per ottenere una resistenza che blocchi la compressione in una direzione la soluzione è stata quella di inserire delle aste di poliuretano al suo interno. Il poliuretano solido che si trova internamente al volume di espanso blocca la compressione solamente in una direzione, quella delle asticelle, mentre negli altri due versi il volume rimane altamente comprimibile.

La resistenza a compressione varia a seconda della densità del poliuretano espanso per i due versi di compressione, e la resistenza a compressione nel terzo verso varia a seconda della quantità di poliuretano solido.

Questo nuovo materiale denominato Half Solid Foam, ovvero Schiuma Mezza Solida, si presta per applicazioni come questa:

Poltrone comprimibili per esser riposte

Poltrone comprimibili per esser riposte

 

Grazie all’HSF è possibile realizzare una poltrona come questa in grado di esser morbida, ma con una struttura di sostegno interna che regga la persona seduta e non la faccia sprofondare. La caratteristica principale della gommapiuma, ovvero la comprimibilità, è sfruttata per permettere all’utente di comprimere la poltrona in fase di stoccaggio e di espanderla in fase di utilizzo a diversi livelli per un uso da singolo o in coppia.

Scena tre poltrone.60

Cinghie per compressione

ESPLOSO 2

Esploso della poltrona con indicazione sul posizionamento dell’HSF

VarioTEX

La volontà è quella di ipotizzare un “materiale variabile” ovvero capace di variare il suo aspetto superficiale in base alle condizioni climatiche ambientali. Questo significa che il materiale reagirà comportandosi in maniera diversa se esposto a calore,freddo,acqua o vento. L’idea è di ottenere un materiale “vivo”, che sia in grado di cambiare a seconda dell’esposizione cui è sottoposto.

L’ipotesi è di arrivare all’ottenimento di questo particolare materiale in due modi :

– attraverso l’ideazione di una nuova matrice-fibra tessile “intelligente” microforata al cui interno sono posizionati dei minuscoli dischetti tondi collegati alla matrice, questi tondini hanno funzione di valvola.

– avvalendosi della nanotecnologia nel settore tessile e con l’utilizzo di tecnologie già esistenti come lo stampaggio di TNT (tessuti non tessuti) e materiali termo cromici.
La nuova fibra tessile dovrebbe essere realizzata con materiale resistente e leggero ma anche impermeabile per questo motivo abbiamo pensato ai tessuti non tessuti che sono principalmente delle strutture tessili piane prodotte con tecnologie diverse dalla tessitura e dalla maglieria.
variotex esploso
Con questa fibra microforata il materiale otterrebbe una struttura principale capace di “aprirsi e chiudersi” quando sollecitata da agenti climatici. Cosi si avrebbe un materiale super-traspirante quando le valvole sono in posizione verticale, aperte ed ermetico quando sono in posizione orizzontale, chiuse.
Superficialmente la fibra subirebbe un processo di teflonatura ovvero un trattamento che rende il tessuto idro/olio repellente ed un trattamento “flame retardant” per la non combustione.

 


Inoltre , con l’applicazione di speciali vernici termo cromiche questo tessuto cambia il suo colore a seconda della temperatura cui è esposto. Questo ci permette di rilevare i cambiamenti di temperatura visibilmente sul tessuto in quanto questo varierà il suo colore superficiale.
Al di sotto della fibra madre, per rinforzare il tessuto, sarebbe accoppiato uno strato protettivo più spesso composto da fibre resinate.

http://www.docbrown.info/page03/sms01.htm

L’applicazione di questo materiale trova possibili sviluppi nel settore del vestiario tecnico, dell’abbigliamento sportivo,dei prodotti da campeggio ma anche nell’arredamento di interni ed esterni, potendo essere utilizzato come rivestimento delle pareti, tende e separé o come rivestimento in edilizia.

esempi di applicazione di Variotex

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la capacità di essere termocromatico da a Variotex la possibilità di essere utilizzato, in questo caso, come termometro vedendo la gradazione direttamente sul tessuto

EsempTessutoTermoccrom

Variotex applicato come rivestimento alle pareti, sotto l’effetto della luce, cambia il suo aspetto facendo comparire particolari disegni sulla sua texture superficiale

Il costo e la velocità di produzione, la personalizzazione ed i più svariati utilizzi sono il punto chiave di Variotex.

TNT – TESSUTO NON TESSUTO

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E una struttura tessile piana prodotta con tecnologie diverse dalla tessitura e dalla maglieria; consiste in un velo di fibre (per es., polipropilene, rayon viscosa) tenute insieme con procedimenti di collegamento meccanico, chimico, termico. Pertanto i tnt sono una particolare categoria di prodotti che non prevedono nel loro ciclo di fabbricazione la filatura e non comprendono i feltri e i cosiddetti materiali composti. I primi risalgono al 1930 circa, allorché alcuni ricercatori studiarono il modo di produrre surrogati del cuoio e di ridurre i costi di produzione dei tessuti eliminando le costose fasi della filatura e della tessitura.
Il successo dei non tessuti è dovuto principalmente alla possibilità di fornire prodotti funzionali, con significativi vantaggi di costo, conseguenza diretta della relativa semplicità dei processi di fabbricazione e delle elevate potenzialità degli stessi. L’impiego principale è rappresentato da articoli da gettare dopo l’uso (bende, fasciature, materiali per pulizia); tuttavia, quote significative sono rappresentate dai durevoli come geotessili (teli per risanamento biologico del terreno, materiali drenanti per costruzioni stradali e ferroviarie, sottofondo per impianti sportivi), articoli per intrafodere nei prodotti di abbigliamento, articoli per arredo della casa, prodotti per l’industria automobilistica (sia per l’arredamento interno della carrozzeria sia per la componentistica come filtri e guarnizioni), isolamenti e rivestimenti per l’edilizia e materiali per l’agricoltura (reti di protezione, impermeabilizzanti ecc.).

Esistono numerosi tipi di processi per la produzione dei non tessuti tutti comunque articolati su tre fasi: formazione del velo o del fondo, coesionamento del medesimo, post-trattamenti per migliorare il prodotto.
Nella fase di formazione del velo le fibre vengono disposte in una struttura piana, durante la quale si ottiene un semilavorato in cui la coesione tra le fibre è piuttosto debole e non ne permette l’impiego senza successive lavorazioni. Nella fase di coesionamento del velo, i veli formati nella fase precedente debbono essere legati per ovviare alla loro debole coesione.
Le tecniche più usate sono:
a) per via chimica, mediante la quale il coesionamento è realizzato attraverso l’applicazione di un collante effettuata o con immersione totale del velo o a spruzzo;
b) per via meccanica, attraverso cui le fibre sono legate per aggrovigliamento delle stesse;
c) con filo di cucitura, da cui si ottengono prodotti soffici di grosso spessore, per es. ovatte per particolari usi;
d) per via termica, grazie alla quale le fibre che formano il velo vengono saldate l’una all’altra per effetto del riscaldamento. In seguito, allo scopo di ottenere sul manufatto proprietà e caratteristiche particolari, possono essere effettuate diverse operazioni tra le quali: la goffratura, la stampa, l’accoppiamento ad altri trattamenti per influenzare proprietà come la porosità, la traspirabilità, l’assorbimento, l’idrorepellenza ecc.

Storicamente il primo uso del termine “tessuto non tessuto” è stato usato per designare un prodotto ricavato con un metodo particolare di lavorazione della carta. Lo scopo è di ottenere un succedaneo dei tessuti economico e pratico. Viene utilizzato soprattutto per fare tovaglie usa e getta ed altri prodotti simili.
Esempi di materiali nonwoven includono sia fibre naturali sia sintetiche, comprendendo per esempio il cotone idrofilo (ovatta) ed il feltro.
Tuttavia lo stesso termine di tessuto non tessuto è ora usato anche per un prodotto che si ottiene con l’utilizzo di resine e fibre sintetiche non tessute, preferibilmente di poliestere, le quali subiscono complessi e ripetuti procedimenti. In tal modo è possibile pervenire ad un prodotto finito particolarmente adatto a vari campi e applicazioni.

Caratteristiche

Le caratteristiche di un ottimo tessuto non tessuto sono:

• idrorepellenza
• resistenza a temperature basse ed anche elevate
• morbidezza o almeno non abrasività al tatto (il che lo rende utilizzabile per pulire, per rimuovere macchie o per spolverare).

Una particolare lavorazione è lo spunbonded, consistente nella fusione del polimero, che viene successivamente forato e pressato, migliorando la morbidezza del prodotto e la possibilità di renderlo molto sottile.

Applicazioni

Gli usi industriali sono tra i più disparati e, negli anni recenti, i tessuti e le fibre nonwoven hanno sostituito materiali come le schiume poliuretaniche. Fra gli usi, come applicazioni industriali:
• Edilizia:
Per ricoprire o allestire soffitti e controsoffitti.
Una particolare utilizzazione di un prodotto “non tessuto” è il cosiddetto terbond ad alta e altissima danaratura, usato come substrato nelle costruzioni (prodotti geotessili). In genere si tratta di un TNT in filo continuo di poliestere, o in fiocco di polipropilene o poliestere, prodotto con tecnologie di filatura, agugliatura e/o legatura chimica.
• Arredamento: arredi residenziali e contract: carte da parati, divani, poltrone, sedie e complementi di arredo contengono spesso alcune parti in tessuto non tessuto.
• Abbigliamento medico: camici chirurgici sterili, teleria sterile per la creazione del campo operatorio si realizzano anche, cuffie e copriscarpe.
• Estetica: cuffie monouso che si utilizzano in estetica (es. centri abbronzanti, teli per lettini per massaggi e per lampade, pattine per centri estetici o per piscine, copriscarpa per piscina ecc.)
• Uso quotidiano: il tessuto non tessuto ha applicazione anche per la produzione di oggetti di uso ed utilizzo quotidiano, come ad esempio sacchetti, borse piccole e grandi per la spesa, per contenere giornali, materiale vario.
• Agricoltura: teli di protezione di piante, ortaggi, frutta, nelle serre o per lo sviluppo di semi ed ortaggi, viene usato soprattutto in agricoltura biologica, per pacciamatura in tal caso non è permeabile alla luce del sole e inibisce la crescita delle erbacce infestanti, di tipo permeabile alla luce del sole, viene usato per proteggere le piante e le colture orticole dalle intemperie dal freddo, dall’attacco dei volatili, lumache, insetti come afidi, mosche, ecc.In questo caso funziona anche da ombreggiante pe prolungare la produzione nel tempo.
• Abbigliamento generico:
Produzione di scarpe: componenti interni della calzatura.
Spalline per indumenti.
• Industria
Tele per filtri.
Imballaggi.
• Fotografia: fondali fotografici.
• Sport: Nell’equitazione è utilizzato per migliorare le qualità elastiche dei fondi dei campi gara di salto ostacoli.

Le illusioni ottiche

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Gli esseri umani sono una specie altamente dipendente dal senso della vista ed usano gli occhi costantemente per valutare il mondo circostante. La luce è una forma di energia elettromagnetica che entra nei nostri occhi ed agisce sui fotorecettori posti sulla retina. Questo dà l’avvio a processi attraverso i quali vengono generati impulsi neurali che attraversano i percorsi e le reti di quelle parti del cervello dedicate alla visione, o cervello visivo. La luce che colpisce l’occhio è messa a fuoco dal cristallino sulla retina. I suoi recettori rilevano l’energia luminosa e, attraverso un processo di trasduzione, generano i potenziali d’azione che viaggiano poi lungo il nervo ottico. 

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La superficie sensibile dell’occhio e’ costituita dai fotorecettori (i bastoncelli ed i coni), il cui compito è quello di trasformare in impulsi elettrici le informazioni ricevute dalle reazioni fotochimiche. Quando la luce colpisce la retina, passa circa un decimo di  secondo, prima che il cervello traduca il segnale percepito in informazione visiva del mondo circostante. Il nostro inconscio cognitivo sulla base dell’esperienza, “scommette” che le cose stiano in un certo modo e quindi aggira l’incertezza facendoci cadere nella trappola delle illusioni ottiche. Il ricercatore M.  Changizi del Rensselaer Polytechnic Institute di New York sostiene che il nostro sistema visivo si è evoluto per compensare questi ritardi neurali, generando delle immagini di ciò che accadrà nella prossima frazione di secondo. Questa innata “veggenza futura” che possediamo è, oltre che fonte di illusioni ottiche, il modo di vedere il presente in cui viviamo.  Possiamo permetterci di afferrare una palla al volo senza prenderla sul faccione! 

ILLUSIONI OTTICHE GEOMETRICHE

La teoria della lungimiranza può spiegare molte illusioni visive comuni come le illusioni ottiche geometriche: le illusioni di Hering in cui due linee orizzontali sono parallele, ma appaiono convesse al centro; Sebbene la figura sia statica si percepisce una falsa curvatura.

hering ILLUSIONE DI HERING

Le illusioni ottiche funzionano come dei giudizi intuitivi, quei giudizi approssimativi che applichiamo nella vita di tutti i giorni. In ogni situazione in cui ci troviamo a confrontarci con un’informazione insufficiente, ci manchi la voglia o il tempo per ragionarci su, “scommettiamo” che le cose stiano in un certo modo. 

La griglia di Hermann è un’illusione ottica descritta da Ludimar Hermann nel 1870 dopo avere letto Sound di John Tyndall. La griglia è costituita da un reticolo di linee bianche spesse su sfondo nero. All’intersezione tra le linee bianche appaiono delle aree grigie che in realtà non esistono. Il fenomeno può essere spiegato con un meccanismo neurologico detto inibizione laterale. L’intensità di un punto percepita dallocchio non è semplicemente quella percepita da un singolo neurone, ma è il risultato dell’interazione di un gruppo di recettori che costituiscono il campo recettivo. Il centro del centro recettivo ha valore eccitatorio sul segnale nervoso prodotto, mentre i recettori circostanti hanno attività inibitoria. Poiché nella griglia di Hermann il punto di incrocio tra due linee è circondato da un’intensità luminosa totale maggiore, rispetto agli altri punti delle linee, ciò comporta un maggiore effetto inibitorio dovuto ai recettori periferici e l’area appare più scura.

illusion1GRIGLIA DI HERMANN

La stanza di Ames è una camera dalla forma distorta in modo tale da creare un’illusione ottica di alterazione della prospettiva. Ideata nel 1946 dal Dottor Ames, oftalmologo, la stanza appare a base rettangolare. In realtà, è costruita su base trapezoidale, con soffitto inclinato e pareti divergenti. Proprio per la sua conformazione, l’effetto finale fa si che, osservando una persona camminare da un angolo all’ altro della stanza, questa sembrerà ingrandirsi o rimpicciolirsi ad ogni passo.

FL6CameraAmes1 CAMERA DI AMES

300px-Ames_room-it.svgCAMERA DI AMES – DISEGNO

La figura di Müller-Lyer è un’illusione visiva che consiste nella differente percezione della lunghezza delle linee, o segmenti. La percezione che si può avere è di osservare una linea e giudicarla più lunga o più corta a seconda che essa termini con la presenza di due segmenti inclinati a circa +/-45° o +/-135°, formanti un angolo acuto (tipo di configurazione “in”) oppure ottuso (tipo di configurazione “out”). Questa è un’illusione di lunghezza e a seconda del tipo e della grandezza delle parti terminali presenti la linea percepita quantitativamente più corta o più lunga. La configurazione con due terminali è un tipo d’illusione di grandezza rispettivamente in espansione o in compressione, a seconda che siano presenti angoli ottusi o acuti. Essendo questa illusione simmetrica e bilaterale, nella divisione a metà del segmento non potranno essere commessi errori. Esistono anche illusioni che sfruttano lo stesso principio ma unilateralmente, nelle quali solo in un lato della linea è presente il terminale che crea l’effetto illusorio. In questo caso l’illusione non è più simmetrica e la divisione a metà della linea segue l’effetto illusorio cioè: spostamento opposto rispetto ai terminali per angoli acuti e spostamento verso il terminale illusorio per angoli ottusi. L’illusione che risulta dalla sovrapposizione di due illusioni di Müller-Lyer, una in compressione ed una in espansione viene definita come illusione di Brentano. In essa la presenza dei due tipi d’illusione contemporaneamente nella figura causa lo spostamento percettivo della metà della linea.

img2ILLUSIONE DI MULLER-LYER

ILLUSIONI OTTICHE PROSPETTICHE

Per rappresentare le immagini tridimensionali su una superficie piatta si utilizzano tecniche dI proiezione prospettica. In alcune situazioni però la rappresentazione è ambigua, ed il cervello umano tende a costruire la rappresentazione ritenuta più normale, oppure rimane incerto tra due possibili situazioni, come nel cubo di Necker. Si hanno i paradossi prospettici.

Il cubo di Necker è una rappresentazione bidimensionale ambigua. Si tratta di una struttura a linee che corrisponde a una proiezione isometrica di un cubo. Gli incroci tra due linee non evidenziano quale linea si trovi sopra l’altra e quale sotto. L’effetto è interessante perché ogni parte della figura è ambigua per sé stessa e il sistema percettivo umano dà un’interpretazione delle parti tale da rendere l’intera figura congruente. Il cubo di Necker è a volte usato per testare i modelli informatici della visione umana, per comprendere se è in grado di dare un’interpretazione congruente dell’immagine allo stesso modo dell’uomo.

neuroscienze11CUBO DI NECKER

ILLUSIONI OTTICHE PERCETTIVE

Illusioni percettive: ciò che deriva dagli organi di senso non corrisponde a ciò che la nostra mente vede.

TEORIA GESTALT O PSICOLOGIA DELLA FORMA

La psicologia della Gestalt rifiuta di suddividere l’esperienza umana nelle sue componenti elementari e tende a considerare l’interezza più che le singole componenti. Quello che noi sentiamo è il risultato di una precisa organizzazione. I medesimi principi di organizzazione guidano anche i nostri processi di pensiero. Quindi la percezione non è preceduta dalla sensazione ma è piuttosto un processo immediato, non influenzato dalle passate esperienze e deriva da una combinazione organizzata delle diverse componenti di uno stimolo. I principali fattori che determinano il raggruppamento percettivo, e la composizione di elementi in interi, che rappresentano i principi alla base della teoria della Gestalt si raggruppano in: 
IL RAPPORTO TRA FIGURA E SFONDO 
CHIUSURA 
CONTINUAZIONE 
PROSSIMITA’ 
SOMIGLIANZA 
COMUNE DESTINO 
PARALLELISMO 
REGIONE COMUNE 
SIMMETRIA

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ESEMPI APPLICAZIONE PRINCIPIO RAPPORTO FIGURA SFONDO

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Principi gestaltisti

CHIUSURA – Le parti mancanti di un oggetto tendono ad essere completate.

Gestalt

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ORGANIZZAZIONE FIGURA-SFONDO

•La figura ha forma, mentre lo sfondo è amorfo.
•La figura è dotata di colore oggettuale, non penetrabile, mentre lo sfondo sembra una
non-cosa, è penetrabile.
•La figura è localizzabile in profondità, lo sfondo è collocato a distanza indefinita
•La figura ha risalto e colpisce l’attenzione

Un esempio di illusione percettiva, per esempio, riguarda le dimensioni della luna. In base alla posizione, le dimensioni sembrano cambiare. Ad esempio se è vicina alla linea dell’orizzonte sembra piccola, invece man mano che si avvicina a noi sembra ingrandirsi notte dopo notte.

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ILLUSIONI DI COLORE E CONTRASTO

Le illusioni di colore e di contrasto sono giochi di contrasto tra i colori di una figura, che solitamente ingannano l’osservatore, poichè nonostante i due colori siano identici, nel contesto, appaiono diversi. 

checkershadow_illusion-thumbSCACCHIERA DI ADELSON

ILLUSIONI OTTICHE DI IRRADIAZIONE

Uno studio ha individuato nella nostra rete neuronale la ragione per cui guardiamo in maniera differente qualcosa di chiaro o qualcosa di scuro: sostanzialmente, sono state rilevate delle differenze all’interno dei canali che collegano la retina al talamo – che per intenderci portano lo stimolo visivo dall’occhio al cervello – e tali differenze sarebbero responsabili della percezione non identica degli stimoli luminosi o non luminosi. Nell’analizzare le reazioni delle cellule del sistema visivo a input di diversa entità luminosa, i ricercatori hanno riscontrato come lo stimolo scuro porti l’occhio a concentrarsi e a registrare con maggiore precisione, con una risoluzione più alta diremmo, i dettagli di quanto guardato. Viceversa, uno stimolo luminoso tende a produrre una risposta “esagerata” che confonde, facendo così apparire l’oggetto più grande.

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ILLUSIONI OTTICHE ANAMORFICHE

L’anamorfismo è un effetto di illusione ottica per cui un’immagine viene proiettata sul piano in modo distorto, rendendo il soggetto originale riconoscibile solamente guardando l’immagine da una posizione precisa (anamorfosi: dal greco ἀναμόρϕωσις, composto di ana– e mórfosis= forma ricostruita).

anamorfosi-schema-prospettico

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ILLUSIONI OTTICHE DI MOVIMENTO

In queste illusioni si percepisce un movimento di alcuni elementi dell’immagine che ovviamente, essendo stampati su un foglio di carta sono necessariamente immobili.

illusione9 ROTOSERPENTONE

L’op art sfrutta accostamenti di forme e colori per ingannare l’occhio e il cervello e dare vita a immagini davvero spettacolari e ipnotiche. I principi che regolano questo tipo d’illusione ottica fanno leva sulla fisiologia dell’occhio e sui meccanismi cerebrali che regolano la visione. Un  gruppo di scienziati, in seguito ad una serie di esperimenti, sono giunti alla conclusione che la sensazione di movimento è creata da una sorta di micro movimenti oculari.

FABRIC ATTRACTIVE il /*tessuto elettromagnetico

RICERCA | ELETTROMAGNETISMO

In fisica , in particolare nel magnetismo, il campo magnetico è un campo vettoriale solenoidale generato nello spazio dal moto di una carica elettrica o da un campo elettrico variabile nel tempo. Insieme al campo elettrico esso costituisce il campo elettromagnetico, responsabile dell’interazione elettromagnetica.

Nel video è presente la descrizione per ricreare un elettro-magnete casalingo.

IPOTESI DI PROGETTO | Tessuto attraente

Tramite l’osservazione dell’esperimento e con la consapevolezza che i metalli trattati possono essere ridotti in sezioni piccolissime (pari a pochi decimi di millimetro), ho provato a ipotizzare applicazioni dello stesso nell’ambito dei tessuti, provando a realizzare un tessuto attrattivo.

Cosa e/ perchè un TESSUTO ATTRAENTE?

Prendendo spunto dalle ricerche degli esercizi precedenti, l’intento è quello di creare un macro-campione di un tessuto elettromagnetico.

Questo tessuto elettromagnetico sarà composto da:
-un filo in materiale ferromagnetico avvolto da un altro filo in rame;
-un interruttore;
-4 pila da 5 volt.

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L’esercizio consiste nella possibilità di creare una rete (o texture) formata dai fili elettromagnetici ricoperti di rame. Questi fili sono collegati alla corrente pari a 5 volt tramite interruttore.
Nel momento in cui il meccanismo verrà attivato si darà vita a un campo elettromagnetico, facendo diventare magnetica la nostra struttura. Si darà così una vita a un tessuto elettromagnetico.

Schermata 2014/05/04 alle 11.04.31 Schermata 2014/05/04 alle 11.03.31

In cosa potrà essere utilizzato?

Può essere utilizzato in diversi ambiti tra i quali:
-abbigliamento;
-lavoro,
-sport;
-medicina;
-cucina.

Il fatto di avere una chiusura magnetica instrinseca nel tessuto permette di avere spazi ridotti e meno invasivi per quanto riguarda la chiusura stessa, e quindi particolarmente adatta nel campo dell’abbigliamento.

Il tessuto è utilizzabile in tutti quei lavori di precisione aventi piccoli componenti di pezzi ferromagnetici (viti, piccole saldature, protesi dentarie, ecc) e per il modellismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE PROPRIETA DELLE SOSTANZE

Tutti i materiali si deformano sotto l’azione di forze esterne e queste deformazioni possono scomparire o permanere quando vengono a mancare le forze che le hanno prodotte; si tratta delle sollecitazioni meccaniche. Queste sollecitazioni posso subire due tipi di deformazione:

– Elastica

Quando un corpo riprende la sua forma originaria dopo essere stato sottoposto ad una sollecitazione.

– Permanente

Quando un corpo permane nella sua deformazione dopo essere stato sottoposto ad una sollecitazione.

La resistenza di un materiale è il limite elastico della sua attitudine a sopportare, senza rompersi o deformarsi in modo permanente, le forze esterne che lo sollecitano.

Le sollecitazioni meccaniche possono essere di due tipologie :

– Statiche

Quando le forze esterne applicate mantengono un valore o intensità costante nel tempo (quindi con carichi statici privi di moto)‏.

– Dinamiche

Quando le forze esterne applicate agiscono in conseguenza di una variazione della sollecitazione nel tempo (quindi con carichi dotati di movimento)‏.

Le sollecitazioni statiche si suddividono in cinque categorie :

– Trazione

Quando le forze esterne applicate agiscono in conseguenza di una variazione della sollecitazione nel tempo (quindi con carichi dotati di movimento)‏.

– Compressione

Quando le forze, dirette lungo l’asse, tendono ad accorciarlo.

– Flessione

Quando la forza applicata tende a piegarlo o a fletterlo.

– Taglio

Un corpo è sollecitato a taglio per effetto di una forza applicata soltanto su una parte del corpo stesso, che tende, di conseguenza, a scorrere rispetto all’altra parte, mantenuta fissa da una forza contraria.

– Torsione

Quando è sottoposto ad una forza che tende a far ruotare una sezione del pezzo rispetto alla sezione immediatamente adiacente. Le forze giacciono sul piano perpendicolare all’asse del pezzo e tendono a torcerlo.

Le sollecitazioni dinamiche si suddividono in sette categorie :

– Elasticità

Proprietà di un corpo di riprendere forma e dimensioni originali dopo aver subito una deformazione di una forza esterna.

– Plasticità

La proprietà che presentano alcuni corpi solidi di subire, quando siano sottoposti ad uno stato di sollecitazioni intense, deformazioni di carattere permanente, tali cioè da permanere nel corpo anche quando lo stato di sollecitazione venga annullato.

– Durezza

Si definisce durezza la resistenza superficiale di un materiale ad essere scalfito da un attrezzo.La durezza è un valore numerico che indica le caratteristiche di deformabilità plastica di un materiale. È definita come la resistenza alla deformazione permanente.
Le prove di durezza determinano la resistenza offerta da un materiale a lasciarsi penetrare da un altro (penetratore). Esistono diverse scale per misurare la durezza dei materiali. Le più usate sono infatti:

Brinell
Vickers
Rockwell
Mohs

Le prove di durezza si eseguono con macchine provviste di penetratori con forme diverse e con diverse metodologie.

– Malleabilità

Proprietà di un materiale che indica l’attitudine a essere sottoposto permanentemente in qualsiasi forma senza subire rotture. In particolare l’attitudine di un materiale a essere ridotto in foglia sottile mediante laminazione o martellatura. Il termine malleabile deriva dal latino malleus e significa letteralmente “che si lascia modellare con il martello” .

– Duttilità

Proprietà di un metallo, lega o altro materiale che può essere deformato e ridotto in filo sottile senza subire rotture o scheggiature.

– Fusibilità

Proprietà di un metallo, lega o altro materiale che può essere sciolto e reso quindi di diversa densità a seconda della temperatura di fusione.

– Saldabilità

La saldabilità è l’attitudine propria di due pezzi dello stesso metallo di congiungersi insieme se portati ad un adatta temperatura, sovrapposti ed infine battuti con la mazza.

 

Taglio Laser e taglio ad acqua

TAGLIO LASER

Il laser può tagliare i materiali in base a tre principi diversi: per vaporizzazione, per fusione o per combustione. In tutti e tre i casi, il processo di taglio si innesca e si mantiene grazie all’energia che il raggio laser può concentrare in un punto molto piccolo, durante il processo di taglio l’energia assorbita dal materiale nella zona in cui il fascio laser è focalizzato viene trasformata in calore. Questo calore provoca localmente un rapido aumento della temperatura del pezzo; la fusione e/o la vaporizzazione della zona di interazione determinano la formazione di un foro. Esso può essere cieco o passante.

Il processo di taglio e completato da un gas d’assistenza che ha la funzione di soffiare via il materiale vaporizzato/fuso.

Taglio a fiamma

Il taglio a fiamma è un procedimento standard che taglia prevalentemente l’acciaio da costruzione.

Il taglio a fiamma necessita di ossigeno come gas di taglio. L’ossigeno viene soffiato nella fessura di taglio con pressioni fino a 6 bar. Lì il metallo riscaldato reagisce con l’ossigeno: l’ossidazione libera molta energia – fino a un quintuplo dell’energia laser – e supporta il lavoro del raggio laser. Il taglio a fiamma consente alte velocità di taglio e la lavorazione di lamiere spesse.

Taglio per fusione

Con il taglio laser per fusione si tagliano tutti i materiali fondibili, come ad esempio i metalli.

Come gas di taglio per il taglio laser per fusione si utilizza l’azoto o l’argon. Esso viene spinto nella fessura di taglio con pressioni tra 2 e 20 bar. L’argon e l’azoto sono gas inerti, ciò significa che non reagiscono con il metallo fuso nella fessura di taglio, ma si limitano a farlo fuoriuscire verso il basso. Contemporaneamente schermano il bordo di taglio dall’aria. Il vantaggio è che i bordi non si ossidano e non devono più essere rifiniti. Per il taglio è tuttavia disponibile solo l’energia del raggio laser.

Taglio per sublimazione

Alta qualità del bordo di taglio per applicazioni di precisione.

Con questo procedimento il laser fa evaporare il materiale riducendo al minimo la fusione. Il vapore crea nella fessura di taglio un’alta pressione che fa fuoriuscire con forza la massa fusa verso l’alto.
Il gas di processo, l’azoto, l’argon o l’elio, scherma le superfici di taglio solo dall’ambiente. Esso fa sì che i bordi di taglio siano inossidabili. Per questo motivo è sufficiente una pressione del gas di 1 – 3 bar. L’evaporazione del metallo richiede più energia della fusione. Il taglio per sublimazione necessita quindi di potenze laser elevate ed è più lento di altri metodi di taglio. D’altra parte produce bordi di taglio di alta qualità.

Macchina del taglio laser:

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I vantaggi del taglio laser:
– bordi di taglio stretti e paralleli
– zona termicamente alterata molto ridotta
– capacità di operare sui profili complessi e con raggi di curvatura molto ridotti
– nessuna distorsione meccanica del pezzo
– capacità di taglio indipendente dalla durezza del materiale
– possibilità di tagliare materiali già rivestiti superficialmente
– facile integrazione in sistemi automatici
-capacità di adeguamento a mutate necessità produttive

 

 TAGLIO AD ACQUA 

Il taglio a getto d’acqua è una tecnologia di taglio che utilizza un getto d’acqua ad altissima pressione (fino a 7000 bar) per tagliare numerose tipologie di materiali.

Esistono due metodi di taglio ad acqua:

Taglio con getto d’acqua pura

E’ utilizzato per il taglio di materiali teneri quali tessuti, elastomeri, fibre grezze, plastica, generi alimentari, carta, ecc. Il getto passa attraverso un orifizio diamantato con un diametro di un decimo di millimetro, convertendo l’energia potenziale dell’acqua in energia cinetica e permettendo di tagliare a una velocità di circa 800-1000 m/s, con una pressione di 4000 bar.

Taglio con getto d’acqua più abrasivo

Per quei materiali difficilmente separabili con il solo getto d’acqua, viene utilizzato il metodo di taglio con aggiunta di abrasivo. Con questo metodo si aggiunge all’acqua un flusso di particelle abrasive, in maniera da aumentarne il potere di erosione. Dopo l’aggiunta dell’abrasivo, l’acqua, l’aria e l’abrasivo vengono amalgamati in una camera di miscelazione, spinti nel focalizzatore ed accellerati. Il risultato di questa tecnica è un forte getto in grado di tagliare materiali di grosso spessore e di diversa consistenza, come metalli, ceramiche, roccia e vetro antiproiettile.

Contrariamente ai metodi di taglio tradizionali, la tecnologia del taglio ad acqua incontra il favore di tutti grazie al suo contenuto costo di investimento e costo produttivo ed alla sua flessibilità. Con questo sistema si possono tagliare i più diversi materiali, dal metallo alla plastica ed al granito. Uno spessore di 150 mm o più non rappresenta una difficoltà per questa tecnologia di taglio. Il getto d’acqua permette di ottenere un taglio di alta qualità sia su contorni semplici che estremamente complessi.

I vantaggi del sistema di taglio a getto ad acqua:
– nessuna alterazione termica, strutturale
– assenza di vapore, polveri , fumi
– assenza di rigenerazione utensile
– alta velocità di taglio
– alta precisione di taglio
– ottima qualità della superficie
– nessuna formazione di sbavature
– nessun bisogno di lavorazioni successive
– taglio degli angoli senza sbavatura
– fenditura minima nel taglio
– staffatura minima del pezzo
– esecuzione rapida di prototipi
– produzione flessibile, just in time
– consumo intelligente e ottimale del materiale con l’utilizzo di CAD

DYNAMIC WATERJET

Il sistema Dynamic Waterjet con Active Tolerance Control (Controllo di Tolleranza Attivo) produce pezzi più precisi a velocità significativamente più elevate rispetto al taglio effettuato con impianti convenzionali.

Questo sistema in attesa di brevetto utilizza un nuovo sistema di movimento avanzato che incorpora modelli di taglio matematici unici, in grado di controllare un piccolo braccetto articolato fissato alla testa di taglio.

Questo braccetto consente alla testa di taglio di inclinarsi in ogni direzione, compensando il ritardo di getto e la conicità che si verifica con le macchine per il taglio a getto d’acqua convenzionali.

CHROME PLATING (rivisto da Edoardo Pretti)

La cromatura è un rivestimento di cromo su un manufatto di ferro o acciaio per proteggerlo.
Il Cromo (Cr) e un acciaio grigio, brillante, e duro che richiede un alto livello di polish e possiede un alto punto di fusione. E indoro, senza sapore e maleabile.
E usato con grande interesse grazie alla sua elevata resistenza alla corrosione e dalla sua durezza. La maggiore scoperta era che l’acciao poteva essere altamente resistante alla corrosione ed discolorazione aggiungendo il cromo con nickel per creare il stainless steel (acciao inossidabile).

Oro di cromo
Il “Chrome plating” si crea attraverso il processo di “Electroplating” che e una tecnica, usata in ambito industriale, che permette di ricoprire un metallo non prezioso con un sottile strato di un metallo piu prezioso o con altre caratteristiche sfruttando la deposizione Elettrolitica.Puo essere anche applicato su ogetti plastici.
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La cromatura può essere effettuata in vari modi:
Cromatura a caldo
Cromatura a freddo
Procedimento galvanico

Il trattamento galvanico, è una lavorazione industriale che serve per trattare le superfici metalliche, precedentemente pulite, sgrassate e trattate con acido, dando loro caratteristiche estetiche, di resistenza all’ossidazione e alla corrosione e di durezza particolari. Il processo di “doratura” dei metalli è un esempio di trattamento galvanico.
Il metallo viene immerso in una soluzione acquosa sottoposta a flusso di corrente continua, che permette agli ioni metallici di depositarsi e aggrapparsi alla superficie trattata.
Subito dopo il “bagno” galvanico, la superficie viene lucidata e resa omogenea. (questo ultimo procedimento veniva fatto fino ai primi anni 60, ora non viene più effettuato)

Cromatura a spessore ottenuta tramite processo galvanico, per ridare un determinato spessore ad un oggetto, sempre di ferro o acciaio, consumatosi durante l’utilizzo e rendendolo idoneo al reimpiego, sfruttando le caratteristiche di durezza del cromo, previa rettifica del pezzo stesso.
Questo procedimento è utilizzato ad esempio, negli inserti mobili degli stampi per l’estrusione dell’argilla, nell’industria laterizia, che si consumano per il continuo sfregamento con l’impasto di terra estruso ad alte pressioni.
Il processo di cromatura tradizionale (in uso nel campo dell’arredamento) prevede l’immersione del pezzo da cromare in una serie di bagni. In una prima serie di questi il pezzo viene sgrassato e pulito. Tra questi si ricordano i principali: soluzione elettrolitica di soda caustica, soluzione elettrolitica di acido cloridrico con relativi bagni di lavaggio. Il bagno principale (dove il pezzo sosta più a lungo) è quello della soluzione elettrolitica di nichel. Nei fatti, prima del riporto di cromo, è importante creare uno strato di nichel che uniformi il più possibile la superficie metallica a livello microscopico. Dopo un ulteriore lavaggio avviene l’immersione nella vasca della soluzione elettrolitica del cromo. Negli ultimi anni, oltre al cromo esavalente, si usa sempre di più il cromo trivalente, definito ‘ecologico’. Esiste poi la cromatura satinata (opaca) per la quale il processo è simile tranne che per l’ultimo bagno dove, con l’uso di particolari olii, si creano delle microbolle uniformemente distribuite sulla superficie del pezzo che danno il caratteristico aspetto opaco alla superficie stessa.
Cromatura flash: questa tecnica consente il deposito di piccoli spessore di cromo (0.003 – 0.007 mm), senza la necessità di operazioni successive di rettifica. Il processo richiede correnti molto elevate, ma tempi più ridotti rispetto alla cromatura tradizionale. Questo permette una produttività piuttosto elevata (300-400 pz/ora) e l’utilizzo di vasche molto più contenute (anche 30 l). È utilizzato per la cromatura di piccoli particolari (ad es. valvole di aspirazione/scarico di motori).

La cromatura include tipicamente queste fasi:
-sgrassaggio (Rimuovere la sporcizia)
-Una pulizia manuale per rimuovere ogni impurita superficiali
-Various pretreatments depending on the substrate
-Posizionamento nella vasca di cromatura, dove viene lasciata riscaldata a temperatura adatta
-Applicazione della corrente di placcatura per il tempo necessario per raggiungere lo spessore desiderato
Il materiale viene immerso in una vasca di placcatura che contiene una soluzione con una concentrazione di cromo. Una carica elettrica viene quindi applicato alla vasca. Lo spessore dello strato di cromo è determinata da quanto tempo il materiale rimane nella vasca. Quando rimosso, il materiale ha un luminoso, brillante strato di cromo sulla superficie.
è generalmente utilizzato per due motivi:
Il primo è per scopi decorativi. E generalmente applicato in strati sottili. Di solito viene applicato sopra una nichelatura lucida per realizzare un aspetto brillante esteticamente più gradevole
La seconda ragione per l’utilizzo di cromo e che può agire come uno strato di protezione. Questo è indicato come il “Cromo duro” ed è generalmente utilizzato in applicazioni automobilistiche e industriali.Il “Cromo duro” viene applicato in strati molto spessi che da una superficie strutturata ai metalli dopo il processo. In questi tipi di applicazioni, Il “Cromo duro” può ridurre l’attrito tra le parte meccaniche, aumentare la resistenza alla corrosione e permette al materiale di sopportare maggiori quantita di sfruttamento (e quindi usura).